"Il Piccolo" ricorda la contea principesca di Gradisca

Principesca contea di Gradisca

uno “stato” che batteva moneta è il titolo dell'articolo che Diego Kuzmin ha scritto per la sua consueta rubrica "Punti di vista" ospitata dal "Piccolo" di ieri, domenica 27 novembre, nelle pagine di Gorizia. 

Lo riproponiamo.

 

 

 

Staccata da Gorizia della quale era parte dal 1511 ed elevata a Contea Principesca Sovrana e immediata dell'Impero, con contratto firmato il 25 febbraio 1647 per 315 mila fiorini, utili alle spese militari per la Guerra dei Trent'anni in atto dalla Defenestrazione di Praga del 1618, Gradisca viene ceduta da Ferdinando II d'Asburgo, Sacro Romano Imperatore, a Giovanni Antonio I Eggenberg (1598-1634).

Il Principe Eggenberg non mise mai piede a Gradisca, ma il possesso di un territorio direttamente soggetto all'Impero gli consentiva di partecipare alla Dieta imperiale e di batter moneta propria. Gli succedettero i due figli Giovanni Cristiano (1641-1710) e Giovanni Sigfrido (1644-1713), presto in lite per la divisione dell'enorme eredità paterna, fino al compromesso raggiunto per interessamento dell'Imperatore, con l'assegnazione al primo dei possedimenti in Boemia, Alta e Bassa Austria, al secondo quelli in Stiria e Carniola. Con la clausola che per quanto riguardava lo "Stato sovrano" di Gradisca, Giovanni Cristiano ne dovesse gestire il governo da solo, dividendo però gli introiti col fratello. Alla morte di Giovanni Sigfrido, succede il figlio Giovanni Antonio II morto nel 1716 e quindi il di lui figlio Giovanni Cristiano II, deceduto a tredici anni nel 1717: l'ultimo maschio Eggenberg per cui, come da clausole contrattuali, la Contea di Gradisca tornava all'Impero. Scrive Franco de Braunizer in "Gardis'cia" (Società Filologica Friulana, 1977), che: "Al principe sovrano Giovanni Antonio, morto nel 1649, succedettero i figli Giovanni Cristiano e Giovanni Sigfrido i quali, pur trovandosi presi nella cura degli altri vastissimi beni ereditati in Boemia, nella Stiria e Carniola, valendosi del diritto di zecca, per primi degli Eggenberg diedero inizio ad una coniazione di monete per Gradisca, che ebbero poi corso nella Contea medesima come pure nei territori di origine e di sovrana proprietà dei principi di Krumau. Con i due fratelli principi, si apre così la monetazione per Gradisca che ufficialmente ha inizio nell'anno 1652, poiché con questo 'millesimo' (data) troviamo il primo pezzo coniato.

È una moneta in oro da 10 zecchini di quasi 35 grammi di peso, coniata in pochissimi esemplari e fatta a prestigio della Contea e del suo Principe sovrano". Seguono i talleri d'argento, come la moneta del 1658 con l'immagine dei due fratelli a fronte l'un l'altro e incorniciati dalla scritta che li identifica principi della Contea di Gradisca e con sul retto il complicato emblema del casato, spartito in sette campi: al centro lo stemma d'origine coi tre corvi che recano la corona d'oro, sopra la croce su mezzaluna di Gradisca con a sinistra le cinque rose di Krumau e a destra l'aquila di Aquileia, nella parte inferiore l'aquila di Postumia, l'ancora di Ptuj e la ruota di Radkensburg; il tutto sormontato dalla corona principesca degli Eggenberg. Alla morte dell'ultimo maschio della casata, della quale l'imminente tricentenario, per le pressioni e la buona amministrazione del capitano Ulderico Della Torre, che governava la cittadina per conto degli Eggenberg, Gradisca rimane ancora separata da Gorizia. Fino al 1754, quando i due territori sono finalmente riuniti nella nuova "Contea Principesca di Gorizia e Gradisca". Diego Kuzmin

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Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

contatti: info@conteadigradisca.it