Il 14 dicembre 1695 moriva Francesco Ulderico della Torre

Esattamente 321 anni fa, il 14 dicembre 1495, moriva a Venezia, dove ricopriva il ruolo di ambasciatore imperiale, Francesco Ulderico della Torre,  che era anche capitano della Contea principesca di Gradisca da circa quarant'anni.

Nel lapidario di Gradisca, sotto la Loggia dei Mercanti, si trovano i frammenti della sua tomba, provenienti dalla Chiesa dei Serviti di Venezia.

La biografia più completa reperibile in rete di questo illustre personaggio è quella pubblicata nel Dizionario biografico Treccani, di cui riportiamo il passo che parla della malattia e della morte.

 

(...)  S'indebolì, nel frattempo, la non robusta costituzione del della Torre, s'aggravarono, accompagnate da crisi epilettiche, le sue abituali "indispositioni", specie quelle apportate dalla podagra che invano cercò di curare coi "fanghi" di Battaglia. Nel 1692 le "crudeli flussioni" fecero di lui - costretto a "farsi portar in cadrega" - "un vivo simulacro di miseria" e sofferenza. All'inizio del dicembre 1695 s'accanirono su di lui - stremato da "un anno di battaglia con varii accidenti stimati epileptici" - sempre più violenti gli attacchi del male sinché colto il 13 da "apnoplessia" che lo privò "di senso e di moto", morì a Venezia il 14 dic. 1695.

 

 

Scomparve, così, "doppo lunga penosissima infirmità", come precisò il giorno stesso in Collegio il segretario, "un soggieto" - così il d'Aviano, il 21, al nipote Luigi Antonio - di cui "il mondo christiano" serberà sempre "memoria", sulle cui qualità "le lingue" avranno sempre di che esercitarsi "loquaci". Clamorose quanto lo scenografico ingresso le solenni esequie del 14 genn. 1696: il lutto coinvolse tutta la città e si trasformò in accurato spettacolo. Sfilarono al completo le arti, le scuole, gli ospedali, le autorità, i diplomatici, gli arsenalotti con torce, gli ordini monacali, i preti secolari, mentre la bara veniva sorretta, sotto un baldacchino d'oro, dai capitani delle navi e deposta nella basilica marciana. Di qui la funebre processione si portò nella chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo, ove attendeva un altro imponente catafalco, di fronte al quale il somasco Felice Donà pronunciò una tornita orazione. Il nipote depose le "benemeritas cineres" nel mausoleo eretto per il della Torre a Gradisca, nella chiesa dei servi di Maria; collocate, invece, nella chiesa veneziana dei serviti le "interiora". E in quest'ultima un'epigrafe tombale - i cui resti - comunque, dopo l'incendio della chiesa finiranno nel lapidario gradiscano ricordava come, essendo "alibi corpus" e "in coelis anima", "hic" vi fosse, assieme agli intestini del della Torre, la sua "Venetiis affectio".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FRANCESCO ULDERICO DELLA TORRE (1629-1695) è ricordato a Gradisca da una statua a grandezza naturale che si trova sullo scalone del Monte di Pietà, istituzione voluta dal della Torre nel 1671 per combattere la piaga dell'usura.

Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

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