L'orologio degli Eggenberg tra storia, tecnica e rilancio turistico

Elisa Fiaschi introduce e presenta Alceo Solari
Elisa Fiaschi introduce e presenta Alceo Solari

Con il suo avvincente “racconto di storie di orologi” Alceo Solari ha sicuramente persuaso i tanti partecipanti alla conferenza di sabato 28 gennaio al Monte di Pietà che sull’ antico orologio del Duomo di Gradisca, in disuso da oltre vent’anni e ora relegato tra gli oggetti “da soffitta” meriterebbe investire delle risorse perché si tratta di uno degli strumenti friulani più antichi costruiti per misurare il tempo. Un pezzo da museo o un meccanismo da ripristinare? 

 

Lo hanno ascoltato con interesse anche la Sindaca Linda Tomasinsig, che ha salutato i relatori e il pubblico manifestando apprezzamento per l'iniziativa e confermando la volontà della Giunta comunale di fare ogni sforzo per conservare il grande patrimonio culturale di Gradisca, l’assessore alla cultura Enzo Boscarol e l’assessore al commercio Davide Cernic. Queste presenze fanno bene sperare per la valorizzazione del manufatto.

 

L’orologio, che risale al 1690, è una “macchina” di notevole interesse storico, è probabilmente il più antico orologio pubblico del Friuli ed è in un certo senso il simbolo di un tempo davvero felice per Gradisca, quando l’essere capitale di un territorio che includeva una vasta porzione della bassa friulana (tra gli ospiti della serata c’era anche il Sindaco di Carlino, Diego Navarria) diede alla città un prestigio indiscutibile e forse mai più raggiunto. 

Solari ha proposto una panoramica delle più belle e famose torri con orologio ancora presenti e, per lo più aperte alla visita del pubblico, in tutta Europa, da Venezia a Vienna, da Rouen a Graz, soffermandosi sulla possibilità che anche la torre campanaria di Gradisca, qualora si restaurasse e rimettesse in funzione l’orologio nella sua posizione originaria, potrebbe costituire un’attrazione turistica, anche per la relativa facilità di adeguare a questo tipo di esigenze una costruzione non eccessivamente alta.  

Non sono poche, infatti, le persone appassionate di storia delle invenzioni e del progresso tecnologico che sono affascinate dagli orologi antichi e dai complessi meccanismi che li facevano funzionare. La lunga esperienza professionale di Solari, legata alla celebre industria di cui porta anche il nome, e i suoi studi storici nel settore, gli permettono di datare e valutare con grande precisione questo tipo di strumenti, così come ha fatto con l'orologio gradiscano, secondo lui meritevole della massima attenzione.

Per chi non era presente alla conferenza e desidera almeno farsi un’idea dell’argomento trattato, il relatore ha messo a disposizione del Comitato Eggenberg, da cui aveva ricevuto l’invito a parlare di questo tema, i files in powerpoint da lui curati e  utilizzati a supporto della relazione. Si possono scaricare da qui:

Download
Torri con Orologio.pdf
Documento Adobe Acrobat 1.9 MB
Download
Orologiai Capellari Solari.pdf
Documento Adobe Acrobat 1.4 MB
Download
Datazione Orologi da Edificio.pdf
Documento Adobe Acrobat 2.0 MB

L’intervento di Alceo Solari è stato preceduto da altre due relazioni, molto importanti per capire il contesto storico e urbano nel quale alla fine del XVII secolo si è inserita la novità del primo orologio pubblico. L’architetto Gianpiero Iurig ha aperto la serata illustrando la qualità architettonica del Monte di Pietà,  edificio che per primo ha ospitato l’orologio sulla facciata, e che rappresenta forse il meglio dell’architettura di Gradisca, conservando quasi completamente la struttura e l’apparato decorativo interno (cornici, pavimenti, soffitti). Iurig ha sottolineato che il palazzo è anche disseminato di iscrizioni, più o meno visibili, che scandiscono il flusso della storia gradiscana. Lo storico Andrea Nicolausig, lo “scopritore” dell’orologio, autore di un volume (“Campane e campanili di Gradisca”, 2010) che per la prima volta ha messo in luce il pregio dell’oggetto, ha tracciato le vicende storiche del Duomo di Gradisca e in particolare quelle dell’orologio. Vicende di tre secoli caratterizzate da luci ed ombre, tra disfunzioni, riparazioni e conti da pagare, ma molto interessanti anche per la storia sociale perché testimoniano il legame strettissimo della "macchina" segna-tempo con la vita degli abitanti, come si ricava dai tanti documenti che tuttora Nicolausig riesce a scovare nel prezioso archivio della chiesa parrocchiale. 

Pubblico numeroso e interessato, incuriosito naturalmente dal destino dell'orologio, sul quale sono state rivolte alcune domande allo stesso Solari (soprattutto sulle possibilità di ripristinare il pieno funzionamento del meccanismo) e naturalmente all'Amministrazione, circa l'ipotesi di farlo restaurate in tempi brevi. La serata organizzata dal Comitato Eggenberg si è conclusa comunque all'insegna dell'ottimismo. L'orologio certamente sarà salvato dall' oblìo. 

Le fotografie sono di Mauro Mikulin.

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Patrizia (domenica, 29 gennaio 2017 19:39)

    Serata interessantissima. Oltre alla storia dell'orologio ritrovato, bella spiegazione del Palazzo Monte di Pietà e di uno spaccato di storia gradiscana antica.

Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

contatti: info@conteadigradisca.it