Riflessioni sulla crescita del turismo a Gradisca

Un lungo articolo di Luigi Murciano pubblicato su "Il Piccolo" di ieri, 16 luglio 2018, mette bene in evidenza quali sono le direttrici lungo le quali si muove oggi il turismo a Gradisca. Se molti anni fa (la fase pionieristica e gloriosa dell'Azienda di Soggiorno per intenderci, dagli anni Settanta fino alla fine del secolo, più o meno) si puntava sul vino, sulla grande ristorazione, sulle mostre e sulle tracce della Grande Guerra (tutte cose - comunque - che Gradisca valorizzava per conto del territorio), oggi che questi argomenti sono stati "scippati" a Gradisca da altre località della provincia (Cormons, ad esempio),  rimane, però, intatta e inalienabile la "risorsa Gradisca", cioè un unicum storico e ambientale, che non a caso attira quel turismo slow sedotto dalle identità culturali, dalla natura, dalle tracce del passato. Insomma quel "quid" che esiste da sempre a prescindere dalle mode e dalle scelte politiche. Però non basta, occorre fare molto di più per tornare ad essere la piccola "capitale turistica" di un tempo.

A leggere tra le righe dell'articolo citato, si capisce che oggi quello che funziona al massimo è l'offerta alberghiera, in effetti enormemente migliorata negli anni, tanto è vero che si fa soprattutto la conta dei pernottamenti. E ciò che spinge in misura notevole è anche l'essere inseriti nei circuiti internazionali come Alpe Adria Trail.  Una chance che darà ulteriori frutti quando ci saranno le piste ciclabili. 

Ma, al di là dei progetti, che comunque richiederanno anni per realizzarsi, OGGI cosa possiamo fare per indurre il turista a fermarsi? E non limitarsi a una bella dormita, una squisita colazione e un gustoso panino?

Per fermarsi deve avere tante cose da vedere e da fare (acquisti, passeggiate, visite guidate, attività sportive...). E magari saperlo prima di arrivare. Come? Ne riparleremo.

 

 

 

Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

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