Leonardo da Vinci e Gradisca

Che cosa lega Leonardo da Vinci a Gradisca? La minaccia turca ai confini della Repubblica di Venezia. La fortezza di Gradisca fu costruita a partire dal 1479 per rafforzare le difese dello Stato veneto dalle sempre più frequenti incursioni degli ottomani e Leonardo fu chiamato nella primavera del 1500, quando la fortezza era appena completata, per studiare un sistema di ulteriore potenziamento della barriera costituita dal fiume Isonzo. Anche se gli storici tendono a smentire la presenza "fisica" di Leonardo nella fortezza, dato che manca qualsiasi prova documentaria,  è un fatto che egli studiò il territorio e cercò di trovare una delle sue soluzioni per risolvere il problema.

Più che giustificata, dunque, la presenza di un monumento a Leonardo da Vinci subito all'interno della Porta Nuova, l'unica delle due porte della città sopravvissuta all'abbattimento di parte delle mura.

Che cosa aveva in mente Leonardo per fermare i velocissimi cavalieri turchi prima che invadessero la pianura friulana? Come scrive Marco Pozzetto in un articolo del 1976 (Fabiani architetto del Carso. Il canale di Vipacco, in "Critica d'arte", Firenze, 1976) "Leonardo, dopo aver attentamente studiato la conformazione del territorio, propose la costruzione di una diga mobile che, chiusa, avrebbe permesso l'allagamento della piana di Gorizia, la sola via praticabile per un esercito, destinando le difese precedenti, compresa la fortezza di Gradisca, alle postazioni di artiglieria. Il grande artista scienziato deve avere meditato sulla sua proposta di sbarramento dell'Isonzo ancora quando scriveva appunti sulla regolazione della Loira, scrisse infatti: ... e facciasi il serraglio mobile c'io ordinai in Frigholi  (cioè Friuli)....  Leonardo tentò di chiudere una naturale via militare Est-Ovest, sarebbe forse meglio dire l'unica via naturale esistente in questa parte dell'Europa. Il suo tentativo riguardava l'uscita occidentale del passo e, con i mezzi di allora, il solo sbarramento valido poteva essere rappresentato da una distesa d'acqua. 

Il problema del viaggio di Leonardo da Vinci nell'Isontino è stato studiato già negli anni Sessanta da Marijan Music dell'Università di Lubiana, che nel 1964 ha pubblicato due saggi sull'argomento. 

Qui sono riprodotti gli schizzi della diga mobile e del corso del Vipacco che si trovano nel "Codice Atlantico" (Biblioteca Ambrosiana, Milano)

Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

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