Gradisca d'Isonzo

DA FORTEZZA VENETA A CONTEA AUSTRIACA

Gradisca, situata sulla riva destra del fiume Isonzo, è una città fortificata fondata nel 1479 dalla Repubblica di Venezia per difendere il suo confine orientale dagli attacchi dei Turchi. Nel 1511 venne assediata e conquistata dagli Austriaci e, dal 1647 al 1717  fu capoluogo di una Contea Principesca governata dal casato stiriano dei principi Eggenberg. Fu un periodo di grande prosperità per la città, che non solo fu ricostruita nelle parti danneggiate dalla Guerra Gradiscana (1615-17), ma soprattutto sotto il governo di Francesco Ulderico della Torre (1660-1695) fu scelta come residenza da molte famiglie nobili e si arricchì di palazzi privati e di edifici pubblici come la Loggia dei mercanti e il Monte di Pietà. Con l’estinzione della linea maschile degli Eggenberg, avvenuta nel 1717 alla morte di Giovanni Cristiano II, la contea perdette la sua autonomia e nel 1754 fu unita alla contea di Gorizia.

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Leonardo da Vinci e Gradisca

Che cosa lega Leonardo da Vinci a Gradisca? La minaccia turca ai confini della Repubblica di Venezia. La fortezza di Gradisca fu costruita a partire dal 1479 per rafforzare le difese dello Stato veneto dalle sempre più frequenti incursioni degli ottomani e Leonardo fu chiamato nella primavera del 1500, quando la fortezza era appena completata, per studiare un sistema di ulteriore potenziamento della barriera costituita dal fiume Isonzo. Anche se gli storici tendono a smentire la presenza "fisica" di Leonardo nella fortezza, dato che manca qualsiasi prova documentaria,  è un fatto che egli studiò il territorio e cercò di trovare una delle sue soluzioni per risolvere il problema.

Più che giustificata, dunque, la presenza di un monumento a Leonardo da Vinci subito all'interno della Porta Nuova, l'unica delle due porte della città sopravvissuta all'abbattimento di parte delle mura.

Che cosa aveva in mente Leonardo per fermare i velocissimi cavalieri turchi prima che invadessero la pianura friulana? Come scrive Marco Pozzetto in un articolo del 1976 (Fabiani architetto del Carso. Il canale di Vipacco, in "Critica d'arte", Firenze, 1976) "Leonardo, dopo aver attentamente studiato la conformazione del territorio, propose la costruzione di una diga mobile che, chiusa, avrebbe permesso l'allagamento della piana di Gorizia, la sola via praticabile per un esercito, destinando le difese precedenti, compresa la fortezza di Gradisca, alle postazioni di artiglieria. Il grande artista scienziato deve avere meditato sulla sua proposta di sbarramento dell'Isonzo ancora quando scriveva appunti sulla regolazione della Loira, scrisse infatti: ... e facciasi il serraglio mobile c'io ordinai in Frigholi  (cioè Friuli)....  Leonardo tentò di chiudere una naturale via militare Est-Ovest, sarebbe forse meglio dire l'unica via naturale esistente in questa parte dell'Europa. Il suo tentativo riguardava l'uscita occidentale del passo e, con i mezzi di allora, il solo sbarramento valido poteva essere rappresentato da una distesa d'acqua. 

Il problema del viaggio di Leonardo da Vinci nell'Isontino è stato studiato già negli anni Sessanta da Marijan Music dell'Università di Lubiana, che nel 1964 ha pubblicato due saggi sull'argomento. 

Qui sono riprodotti gli schizzi della diga mobile e del corso del Vipacco che si trovano nel "Codice Atlantico" (Biblioteca Ambrosiana, Milano)

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Una nuova mappa del centro storico di Gradisca

Fin dall'epoca della sua fondazione, nella seconda metà del XV secolo, la città-fortezza di Gradisca è stata "disegnata". Gli scopi erano di volta in volta diversi: progettuali, militari, politici. Purtroppo possediamo, o conosciamo, solo una piccola parte delle tante mappe che sono state tracciate nei trent'anni dell'epoca veneta e nei quattro secoli di dominazione austriaca. Fortunatamente di tanto in tanto riemergono dagli archivi pezzi interessanti. E ancora oggi disegnare Gradisca può essere un progetto grafico coinvolgente. Se ne parlerà venerdì 7 dicembre 2018 alle ore 18, per iniziativa del Comitato Eggenberg, nella sala conferenze dell'Hotel Al Ponte di Gradisca. Andrea Tessari, grafico gradiscano presenterà la sua nuova mappa del centro storico e Maddalena Malni Pascoletti, storica dell'arte, vicepresidente di Italia Nostra, illustrerà alcune mappe di Martin Stier del 1660. Sotto il governo degli Eggenmberg.

Come si promuovono le altre città turistiche

Nei giorni scorsi il Comune di Palmanova ha presentato la campagna di promozione della città-fortezza nelle spiagge di Grado, Lignano e Bibione. Sono stati prodotti 10.000 pieghevoli in italiano e inglese che verranno distribuiti in 180 strutture alberghiere delle tre città balneari. Lo scopo è quello di attirare verso il turismo storico e culturale e verso l'interno della regione almeno una parte di quel vastissimo pubblico che raggiunge il Friuli per la bellezza del suo mare e la buona organizzazione delle località citate. Puntando anche sulla necessità di offrire delle alternative turistiche per le giornate di cattivo tempo.  

Anche Gorizia ha presentato oggi un depliant turistico in italiano e tedesco che riassume le migliori attrattive che la città può offrire al turista che arriva nella regione o la attraversa. E'scaricabile in formato pdf dal sito del Comune.

Qualche anno fa anche il Comune di Gradisca ha prodotto un pieghevole molto dettagliato sulla città, con una mappa e notizie storiche, ma quasi privo di corredo fotografico e perciò utile soprattutto a chi è già a Gradisca e non a chi dovrebbe essere invogliato a venirci. Non si sa però se il depliant sia distribuito nelle città balneari. Di sicuro non è stato utilizzato né è reperibile da qualche parte il depliant sulla storia della Contea che come Comitato Eggenberg abbiamo proposto al Comune nel 2017 e che dopo essere stato stampato in pochissime copie è svanito nel nulla. Ve lo proponiamo qui 

 

Riflessioni sulla crescita del turismo a Gradisca

Un lungo articolo di Luigi Murciano pubblicato su "Il Piccolo" di ieri, 16 luglio 2018, mette bene in evidenza quali sono le direttrici lungo le quali si muove oggi il turismo a Gradisca. Se molti anni fa (la fase pionieristica e gloriosa dell'Azienda di Soggiorno per intenderci, dagli anni Settanta fino alla fine del secolo, più o meno) si puntava sul vino, sulla grande ristorazione, sulle mostre e sulle tracce della Grande Guerra (tutte cose - comunque - che Gradisca valorizzava per conto del territorio), oggi che questi argomenti sono stati "scippati" a Gradisca da altre località della provincia (Cormons, ad esempio),  rimane, però, intatta e inalienabile la "risorsa Gradisca", cioè un unicum storico e ambientale, che non a caso attira quel turismo slow sedotto dalle identità culturali, dalla natura, dalle tracce del passato. Insomma quel "quid" che esiste da sempre a prescindere dalle mode e dalle scelte politiche. Però non basta, occorre fare molto di più per tornare ad essere la piccola "capitale turistica" di un tempo.

A leggere tra le righe dell'articolo citato, si capisce che oggi quello che funziona al massimo è l'offerta alberghiera, in effetti enormemente migliorata negli anni, tanto è vero che si fa soprattutto la conta dei pernottamenti. E ciò che spinge in misura notevole è anche l'essere inseriti nei circuiti internazionali come Alpe Adria Trail.  Una chance che darà ulteriori frutti quando ci saranno le piste ciclabili. 

Ma, al di là dei progetti, che comunque richiederanno anni per realizzarsi, OGGI cosa possiamo fare per indurre il turista a fermarsi? E non limitarsi a una bella dormita, una squisita colazione e un gustoso panino?

Per fermarsi deve avere tante cose da vedere e da fare (acquisti, passeggiate, visite guidate, attività sportive...). E magari saperlo prima di arrivare. Come? Ne riparleremo.

 

 

 

Secondo incontro tra Gradisca e Cervignano. Tema: gli orologi da torre

 

A una settimana di distanza Cervignano dedica ancora a Gradisca uno dei suoi "martedì della storia" sotto il titolo "Le lancette degli Eggenberg".

Questa volta il tema non è più di carattere generale, la storia della Contea principesca che nel Seicento ha visto insieme le due località sotto gli Eggenberg, ma entra nel dettaglio di quell'epoca analizzando due reperti molto interessanti e quasi identici: gli orologi costruiti dalla Solari di Pesariis per il Duomo di Gradisca e per la chiesa di San Michele di Cervignano,il primo purtroppo in pessime condizioni e il secondo perfettamente restaurato ed esposto nell'Antiquarium di Cervignano. 

L'appuntamento (marted' 17 luglio ore 18.15, presso l'Antiquarium) è con Alceo Solari, discendente dei Solari di Pesariis ed esperto di storia e tecnologia degli orologi.  Alla fine rinfresco offerto da PIE' LEGGERO calzature di Gradisca d'Isonzo.

L'evento e' organizzato da Antiquarium San Michele Arcangelo assieme a Comitato Eggenberg di Gradisca d'Isonzo.

Dal confronto con il bellissimo orologio esposto a Cervignano si auspica che emerga la volontà di avviare anche a Gradisca quanto prima un lavoro di recupero del macchinario del Duomo, che potrebbe trovare spazio anche nella stessa torre campanaria.

La Porta Nuova, un tempo chiamata anche Porta Settentrionale perché rivolta a Nord-Ovest. Sopra l'arco si vede lo stemma degli Asburgo posto sulle mura dopo che l'esercito di Massimiliano d'Asburgo, nel 1511, strappò alla Repubblica di Venezia l'importante fortezza di Gradisca, costruita nel 1479 a difesa dalle incursioni ottomane.

Il parco dell'antica Spianata, ora Piazza Unità

Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

contatti: info@conteadigradisca.it