L'IMMAGINE DI GRADISCA NEI DOCUMENTI ANTICHI

La più antica pianta di Gradisca

La prima pianta conosciuta di Gradisca è quella che correda il testo descrittivo della città redatto da Marin Sanudo nell’Itinerario per la terraferma veneziana nell’anno 1493.

Marin Sanudo (1466-1536) era un patrizio veneziano di antica famiglia che, a soli diciassette anni, nel 1483, compì un lungo viaggio nella terraferma veneziana al seguito di una missione di tre sindaci inquisitori che avevano l’incarico di fare una delle periodiche ispezioni ai territori sottoposti alla Repubblica. Uno dei tre, Marco Sanudo, era suo cugino. Partirono il 15 aprile e ritornarono il 3 ottobre. Il viaggio si svolse da Bergamo all’Istria. Il resoconto scritto tappa per tappa da Marin Sanudo è molto utile per conoscere la situazione delle principali città, ma anche di tanti borghi e villaggi della Terraferma veneziana, sia dal punto di vista urbanistico e architettonico ma anche sotto l’aspetto economico e amministrativo. 

Marin Sanudo è autore di tanti altri testi molto importanti per la storia veneziana del primo '500, tra cui la Vita dei Dogi. Particolarmente interessanti sono i Diari (58 volumi) che compilò dal 1496 al 1533. Ma la sua biografia è molto ricca di eventi e opere importanti, che vale la pena conoscere.

I disegni del Museo Correr

Nella raccolta di disegni del Museo Correr di Venezia sono conservati due preziosi disegni a penna (inventario: Cl. XLIVb n. 0593 e  Cl. XLIVb n. 05869 che risalgono al tempo della Guerra Gradiscana (1615-17). L’anonimo autore descrive in tutti e due un territorio abbastanza vasto intorno alla fortezza di Gradisca, segnando il corso del fiume Isonzo, le vie di comunicazione e molte postazioni militari dei Veneti che assediavano la fortezza.

Il primo disegno è più preciso nella descrizione della cittadella, definisce i torrioni che proteggono le mura, la porta settentrionale e il fossato che circonda la cinta. La forma della pianta, tuttavia, è molto lontana dalla realtà perché attribuisce a Gradisca una forma quadrata anziché pentagonale come era nella realtà. C'è all'interno anche un edificio che probabilmente è da identificare con il Castello, mentre l'unica chiesa disegnata potrebbe coincidere con la Chiesa dei Serviti e non con quella di San Salvatore, anch'essa già esistente. Il disegno indica anche molte località dei dintorni, Romans, Mariano, Fratta, Cormons, Medea, ecc. coinvolte nella guerra.

 

Questo sito è stato creato nell'ambito delle attività svolte tra il 2015 e il 2018 dal Comitato Eggenberg di Gradisca d'Isonzo per ricordare i 300 anni dalla fine della Contea principesca di Gradisca (1717) e costituisce la testimonianza di quelle attività.  La pubblicazione non ha cessato di esistere dopo la celebrazione dell'anniversario e mantiene gli obiettivi già perseguiti dal Comitato Eggenberg: diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg. E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.  Responsabile del sito è Maria Masau Dan.