Il Novecento

Le vicende della prima guerra mondiale toc­carono Gradisca da molto vicino ed essa subì, come tutta la zona del fronte ison­tino, gravissimi danni. Specialmente duran­te la ritirata di Caporetto quasi tutte le case del centro storico furono colpite, com­presi alcuni edifici di notevole valore sto­rico, come il palazzo Torriani, il palazzo de Fin-Patu­na (foto al centro) e la Chiesa dell'Addolorata (già appar­tenuta ai Servi di Maria dei tempi venezia­ni) di cui rimasero in piedi pressoché sola­mente le facciate.

Per quanto riguarda le fortificazioni, e spe­cialmente il castello, esse conobbero le più diverse utilizzazioni in tempo di guerra, co­me dettagliatamente riferisce Ettore Patuna (uno studioso benemerito delle vicende gra­discane) nelle sue schede cronologiche, che riportano molti fatti per lo più ignorati. Nel 1919, ad esempio, fu levata dall'ingres­so del Castello l'epigrafe austriaca del 1555; I'opera di rimozione delle memorie asbur­giche continuò con la cancellazione del gial­lo dagli edifici carcerari e l'eliminazione di sbarramenti e cancelli; il castello tornò ad essere caserma e ospitò, dal 1925, 1'11° Reg­gimento Bersaglieri, al quale si dovette, tra l'altro, anche qualche iniziativa di abbelli­mento del sito, con la ripulitura delle mura venete e la creazione di una passeggiata nel­la zona del Torrione della Marcella.

L'antico palazzo del Capitano sarebbe stato ancora una volta adibito a carcere, però, du­rante la II guerra mondiale, quando vi fu­rono rinchiusi ben 850 prigionieri militari.

Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

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