Leonardo da Vinci e Gradisca

Che cosa lega Leonardo da Vinci a Gradisca? La minaccia turca ai confini della Repubblica di Venezia. La fortezza di Gradisca fu costruita a partire dal 1479 per rafforzare le difese dello Stato veneto dalle sempre più frequenti incursioni degli ottomani e Leonardo fu chiamato nella primavera del 1500, quando la fortezza era appena completata, per studiare un sistema di ulteriore potenziamento della barriera costituita dal fiume Isonzo. Anche se gli storici tendono a smentire la presenza "fisica" di Leonardo nella fortezza, dato che manca qualsiasi prova documentaria,  è un fatto che egli studiò il territorio e cercò di trovare una delle sue soluzioni per risolvere il problema.

Più che giustificata, dunque, la presenza di un monumento a Leonardo da Vinci subito all'interno della Porta Nuova, l'unica delle due porte della città sopravvissuta all'abbattimento di parte delle mura.

Che cosa aveva in mente Leonardo per fermare i velocissimi cavalieri turchi prima che invadessero la pianura friulana? Come scrive Marco Pozzetto in un articolo del 1976 (Fabiani architetto del Carso. Il canale di Vipacco, in "Critica d'arte", Firenze, 1976) "Leonardo, dopo aver attentamente studiato la conformazione del territorio, propose la costruzione di una diga mobile che, chiusa, avrebbe permesso l'allagamento della piana di Gorizia, la sola via praticabile per un esercito, destinando le difese precedenti, compresa la fortezza di Gradisca, alle postazioni di artiglieria. Il grande artista scienziato deve avere meditato sulla sua proposta di sbarramento dell'Isonzo ancora quando scriveva appunti sulla regolazione della Loira, scrisse infatti: ... e facciasi il serraglio mobile c'io ordinai in Frigholi  (cioè Friuli)....  Leonardo tentò di chiudere una naturale via militare Est-Ovest, sarebbe forse meglio dire l'unica via naturale esistente in questa parte dell'Europa. Il suo tentativo riguardava l'uscita occidentale del passo e, con i mezzi di allora, il solo sbarramento valido poteva essere rappresentato da una distesa d'acqua. 

Il problema del viaggio di Leonardo da Vinci nell'Isontino è stato studiato già negli anni Sessanta da Marijan Music dell'Università di Lubiana, che nel 1964 ha pubblicato due saggi sull'argomento. 

Qui sono riprodotti gli schizzi della diga mobile e del corso del Vipacco che si trovano nel "Codice Atlantico" (Biblioteca Ambrosiana, Milano)

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Una nuova mappa del centro storico di Gradisca

Fin dall'epoca della sua fondazione, nella seconda metà del XV secolo, la città-fortezza di Gradisca è stata "disegnata". Gli scopi erano di volta in volta diversi: progettuali, militari, politici. Purtroppo possediamo, o conosciamo, solo una piccola parte delle tante mappe che sono state tracciate nei trent'anni dell'epoca veneta e nei quattro secoli di dominazione austriaca. Fortunatamente di tanto in tanto riemergono dagli archivi pezzi interessanti. E ancora oggi disegnare Gradisca può essere un progetto grafico coinvolgente. Se ne parlerà venerdì 7 dicembre 2018 alle ore 18, per iniziativa del Comitato Eggenberg, nella sala conferenze dell'Hotel Al Ponte di Gradisca. Andrea Tessari, grafico gradiscano presenterà la sua nuova mappa del centro storico e Maddalena Malni Pascoletti, storica dell'arte, vicepresidente di Italia Nostra, illustrerà alcune mappe di Martin Stier del 1660. Sotto il governo degli Eggenmberg.

Come si promuovono le altre città turistiche

Nei giorni scorsi il Comune di Palmanova ha presentato la campagna di promozione della città-fortezza nelle spiagge di Grado, Lignano e Bibione. Sono stati prodotti 10.000 pieghevoli in italiano e inglese che verranno distribuiti in 180 strutture alberghiere delle tre città balneari. Lo scopo è quello di attirare verso il turismo storico e culturale e verso l'interno della regione almeno una parte di quel vastissimo pubblico che raggiunge il Friuli per la bellezza del suo mare e la buona organizzazione delle località citate. Puntando anche sulla necessità di offrire delle alternative turistiche per le giornate di cattivo tempo.  

Anche Gorizia ha presentato oggi un depliant turistico in italiano e tedesco che riassume le migliori attrattive che la città può offrire al turista che arriva nella regione o la attraversa. E'scaricabile in formato pdf dal sito del Comune.

Qualche anno fa anche il Comune di Gradisca ha prodotto un pieghevole molto dettagliato sulla città, con una mappa e notizie storiche, ma quasi privo di corredo fotografico e perciò utile soprattutto a chi è già a Gradisca e non a chi dovrebbe essere invogliato a venirci. Non si sa però se il depliant sia distribuito nelle città balneari. Di sicuro non è stato utilizzato né è reperibile da qualche parte il depliant sulla storia della Contea che come Comitato Eggenberg abbiamo proposto al Comune nel 2017 e che dopo essere stato stampato in pochissime copie è svanito nel nulla. Ve lo proponiamo qui 

 

Riflessioni sulla crescita del turismo a Gradisca

Un lungo articolo di Luigi Murciano pubblicato su "Il Piccolo" di ieri, 16 luglio 2018, mette bene in evidenza quali sono le direttrici lungo le quali si muove oggi il turismo a Gradisca. Se molti anni fa (la fase pionieristica e gloriosa dell'Azienda di Soggiorno per intenderci, dagli anni Settanta fino alla fine del secolo, più o meno) si puntava sul vino, sulla grande ristorazione, sulle mostre e sulle tracce della Grande Guerra (tutte cose - comunque - che Gradisca valorizzava per conto del territorio), oggi che questi argomenti sono stati "scippati" a Gradisca da altre località della provincia (Cormons, ad esempio),  rimane, però, intatta e inalienabile la "risorsa Gradisca", cioè un unicum storico e ambientale, che non a caso attira quel turismo slow sedotto dalle identità culturali, dalla natura, dalle tracce del passato. Insomma quel "quid" che esiste da sempre a prescindere dalle mode e dalle scelte politiche. Però non basta, occorre fare molto di più per tornare ad essere la piccola "capitale turistica" di un tempo.

A leggere tra le righe dell'articolo citato, si capisce che oggi quello che funziona al massimo è l'offerta alberghiera, in effetti enormemente migliorata negli anni, tanto è vero che si fa soprattutto la conta dei pernottamenti. E ciò che spinge in misura notevole è anche l'essere inseriti nei circuiti internazionali come Alpe Adria Trail.  Una chance che darà ulteriori frutti quando ci saranno le piste ciclabili. 

Ma, al di là dei progetti, che comunque richiederanno anni per realizzarsi, OGGI cosa possiamo fare per indurre il turista a fermarsi? E non limitarsi a una bella dormita, una squisita colazione e un gustoso panino?

Per fermarsi deve avere tante cose da vedere e da fare (acquisti, passeggiate, visite guidate, attività sportive...). E magari saperlo prima di arrivare. Come? Ne riparleremo.

 

 

 

Secondo incontro tra Gradisca e Cervignano. Tema: gli orologi da torre

 

A una settimana di distanza Cervignano dedica ancora a Gradisca uno dei suoi "martedì della storia" sotto il titolo "Le lancette degli Eggenberg".

Questa volta il tema non è più di carattere generale, la storia della Contea principesca che nel Seicento ha visto insieme le due località sotto gli Eggenberg, ma entra nel dettaglio di quell'epoca analizzando due reperti molto interessanti e quasi identici: gli orologi costruiti dalla Solari di Pesariis per il Duomo di Gradisca e per la chiesa di San Michele di Cervignano,il primo purtroppo in pessime condizioni e il secondo perfettamente restaurato ed esposto nell'Antiquarium di Cervignano. 

L'appuntamento (marted' 17 luglio ore 18.15, presso l'Antiquarium) è con Alceo Solari, discendente dei Solari di Pesariis ed esperto di storia e tecnologia degli orologi.  Alla fine rinfresco offerto da PIE' LEGGERO calzature di Gradisca d'Isonzo.

L'evento e' organizzato da Antiquarium San Michele Arcangelo assieme a Comitato Eggenberg di Gradisca d'Isonzo.

Dal confronto con il bellissimo orologio esposto a Cervignano si auspica che emerga la volontà di avviare anche a Gradisca quanto prima un lavoro di recupero del macchinario del Duomo, che potrebbe trovare spazio anche nella stessa torre campanaria.

Restaurato l'antico orologio di Perteole

Oggi il quotidiano "Il Piccolo" pubblica questa bella notizia che riguarda un orologio da campanile probabilmente molto simile a quello del Duomo di Gradisca a cui il Comitato Eggenberg ha dedicato, nel gennaio 2017, una conferenza di Alceo Solari, Andrea Nicolausig e Gianpiero Iurig (v. articolo di blog).

Questo ci incoraggia a sperare che, con un po' di buona volontà da parte di tutti i soggetti interessati e, magari, con una sponsorizzazione delle aziende operanti a Gradisca, sia possibile recuperare anche il prezioso macchinario che rappresenta, oltre a un capolavoro di meccanica anche una delle rare testimonianze della storia di Gradisca nei suoi aspetti più concreti e legati al quotidiano. 

Leggendo l'articolo si può cogliere anche il valore della competenza reperibile anche a livello locale, dell'attaccamento a questo manufatto così significativo per la comunità e della capacità di farlo addirittura tornare in funzione.

Vorremmo che Gradisca seguisse l'esempio di Perteole (ma anche quello di Cervignano, dove già anni fa è stato restaurato l'orologio della chiesa di San Michele.  

Le immagini dell'incontro di Cervignano

Cervignano e Gradisca, per settant'anni insieme nella contea

Una città che sa riconoscersi nel suo passato e si impegna per aggiungere sempre nuovi elementi di conoscenza può progettare con maggiore saggezza il suo futuro. Ne è ben consapevole il Sindaco di Cervignano, Gianluigi Savino, intervenuto alla conferenza di martedì 10 luglio, che il Comitato Eggenberg (relatori Maria Masau e Andrea Nicolausig) ha tenuto nello spazio esterno dell'Antiquarium per "I martedì della storia", ciclo di incontri estivi organizzato da Annalisa Giovannini, responsabile dell'Antiquarium stesso. Savino ha sottolineato come sia complesso fare emergere l'identità storica di una città trasformata dal tempo come Cervignano - che non ha la fortuna di Gradisca di conservare ancora sostanzialmente intatto il suo centro storico - ma ha espresso anche un forte impegno progettuale dell'Amministrazione di intervenire proprio nel cuore antico rappresentato dalla piazza adiacente alla Chiesa madre di San Michele e all'Antiquarium per rinnovare in senso moderno il panorama urbano e contemporaneamente valorizzare la storia. 

Pubblico numeroso e attento, curioso di conoscere meglio ciò che hanno condiviso le due località al tempo (1647-1717) in cui sono state accomunate dall'appartenenza al territorio della Principesca contea di Gradisca sotto il governo degli Eggenberg. Un apporto determinante all'organizzazione, assieme al sostegno del Comune, è stato dato dall'Associazione Nazionale Alpini, gruppo di Cervignano, e dal Teatro Pasolini.

Per il Comitato Eggenberg erano presenti anche Furio Gaudiano, Paola Donda, Matteo Donda, Elena Puntin, Luca Risari ed Elisa Fiaschi, che è intervenuta per ricordare l'esperienza del Progetto didattico realizzato nel 2017 da lei e altri insegnanti in collaborazione con il Comitato. L'incontro si è concluso con un brindisi col "vino degli Eggenberg".  (Foto di Matteo Donda)

La nostra storia è di martedì

L'Antiquarium di Cervignano è dal 2017 sede di incontri estivi sulla storia regionale molto seguiti, tutti di martedì. Si svolgono all'esterno della Chiesa di San Michele e terminano con un aperitivo che permette ai partecipanti di conoscersi e di scambiare idee sull'argomento della serata.

L'organizzatrice è Annalisa Giovannini che quest'anno ha invitato il Comitato Eggenberg a parlare della Contea di Gradisca sotto gli Eggenberg.

L'appuntamento è il 10 luglio alle ore 18.15. Il titolo: Gradisca crocevia d’Europa: da fortezza veneta a contea principesca austriaca

Interverranno Maria Masau e Andrea Nicolausig che si divideranno il compito di ricordare la storia della contea e i documenti che restano a testimonianza di un'epoca di vero splendore per la fortezza di Gradisca.

Il martedì successivo, invece, il 17 luglio, alla stessa ora il relatore sarà Alceo Solari, lo studioso di orologi da torre che ha tenuto una bella conferenza anche a Gradisca nel gennaio 2017.

Anche Cervignano conserva un antico orologio da torre e sarà interessante sentire quali sono analogie e differenze.

 

Viaggiatori in cammino

Sono ormai sempre più numerosi i turisti che scelgono di scoprire camminando i posti che vogliono raggiungere. Il turista a piedi non è più visto come un personaggio "strano" e anticonformista, ma gli si riconosce unanimemente una forma molto alta di cultura, che rappresenta, da un lato, una ribellione profonda alla superficialità e ai ritmi impossibili del turismo di massa, ma anche una visione della vita più rispettosa di sé e degli altri. Uno degli itinerari più belli e appassionanti per questo tipo di turisti è "Alpe Adria Trail", 43 tappe che collegano Carinzia, Slovenia e Friuli Venezia Giulia per un totale di 750 km, con partenza dal Grossglockner e arrivo a Muggia vicino a Trieste. A ogni tappa si incontra il misterioso personaggio delle foto, una scultura in legno che rappresenta il classico camminatore con lo zaino e bastoni, e che porta sulle spalle la spiegazione dell'itinerario. Due delle tappe italiane coinvolgono Gradisca, la 32 (Cormons-Gradisca) e la 33 (Gradisca-Duino). Questo passaggio rappresenta la discesa in pianura e il primo approccio con la storia veneta di questo territorio, testimoniata dalle mura della fortezza. Non a caso il simbolo di Alpe Adria Trail si trova vicino al Torrione di S.Giorgio.

Chi arriva a Gradisca seguendo questo percorso ha nelle scarpe più o meno settecento chilometri e negli occhi i più bei paesaggi alpini. Quale sarà l'impressione che ricaverà arrivando qui?

Forse non sarebbe una cattiva idea fare delle domande a questi turisti - sicuramente più attenti e più curiosi dei viaggiatori in auto - per capire che cosa si potrebbe fare per migliorare l'accoglienza a Gradisca, ma soprattutto per fare apprezzare questa città anche nei suoi aspetti più nascosti.


Un "Baricentro" fra storia e natura

Quando si incontrano gioventù, idee innovative e amore per la propria città i buoni risultati sono assicurati. Il centro storico di Gradisca ha bisogno proprio di questo per esprimere pienamente il suo fascino di città antica e nobile, ma anche vivace e accogliente. Marilena Delfabro e Lorenzo Lenhardt, gradiscani, hanno appena aperto a Palazzo Coassini, il "Baricentro" un locale anticonformista che offre un'atmosfera originale, un po' vintage e un po'contemporanea, con grande rispetto, però, per la storia contenuta in quelle spesse mura. Palazzo Coassini è stato, nel '500, residenza del Capitano di Gradisca e, malgrado i cambiamenti d'uso, conserva ancora tracce di un passato importante. E sul retro, a pochi passi, ci sono le Mura venete e il Castello, dove si sentono il rumore e la brezza che arrivano dal fiume Isonzo. Insomma il "Baricentro" è proprio nel cuore di Gradisca, dove si incontrano storia e natura. Ma anche ottima birra, panini e prodotti narturali.


La forma della Contea

Si parla spesso della Contea principesca di Gradisca senza avere ben presente a quale territorio reale corrispondeva lo staterello degli Eggenberg.  Anche le carte dell'epoca non aiutano a farsi un'idea precisa, soprattutto perché si tratta di un'area tutt'altro che unitaria, anzi, si può dire tranquillamente che agli Eggenberg sono stati venduti dall'Imperatore Ferdinando III una fortezza e alcuni "brandelli" di pianura friulana. Particolarmente utile allora "ridisegnare" la mappa della Contea, magari usando colori vivaci e contrastati al posto del grigiore indistinto delle carte d'epoca. Ci ha pensato Elena Puntin, brava e creativa disegnatrice di Cervignano, (dunque rigorosamente appartenente al territorio della Contea di Gradisca) e, in più, appassionata di storia, architettura e arte locale. 

 

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Grande successo degli incontri su Gradisca e gli Eggenberg

Col nuovo anno è iniziata la seconda serie di incontri dedicati alla storia della principesca contea di Gradisca e in particolare al rapporto tra il territorio e il governo dei principi Eggenberg. Iniziati nel mese di novembre, hanno visto avvicendarsi gli studiosi più impegnati nello studio della storia moderna della nostra regione.

Il primo appuntamento del 2018 (12 gennaio) è stato affidato a Marco Sicuro, storico e presidente dell'associazione Stradalta di Gonars, che ha analizzato in profondità le vicende relative ai Monti di Pietà. Queste istituzioni benemerite erano presenti in diverse città del Friuli e, dalla fine del secolo XVII anche a Gradisca per iniziativa di Francesco Ulderico della Torre, capitano di Gradisca per conto degli Eggenberg.

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La storia in gioco

Da che cosa si può capire l'importanza di un evento storico? Una prova significativa è il numero di libri che ne hanno parlato, ad esempio. Ma se vogliamo una prova certa, la sua interpretazione in forma di gioco supera qualsiasi altro test. Capita ora con la Guerra di Gradisca, a quattro secoli esatti dalla sua conclusione, un conflitto sempre considerato marginale, ma in realtà cruciale per i rapporti tra due potenze dell'epoca l'Impero degli Asburgo e la Repubblica di Venezia. Nicola Contardi, piacentino, autore di giochi storici complessi e sofisticati, propone ora un'edizione dedicata alla Guerra di Gradisca, destinata non solo ai cultori locali, ma a un circuito di appassionati distribuito in tutto il mondo. Ne hanno parlato qualche giorno fa a Palazzo Torriani l'autore e Claudio Rizzo, come riporta l'articolo del "Piccolo" di ieri firmato da Luigi Murciano.  

Tutto sulla Guerra Gradiscana (1615-1617)

Un paio di giorni fa è stato presentato nella Sala del Consiglio Municipale un nuovo volume dedicato alla Guerra Gradiscana, l'evento storico più importante nella lunga vicenda della fortezza. Nell'inverno 1616, infatti, Gradisca fu oggetto di un estenuante assedio da parte dei veneziani decisi a riconquistarne il possesso dopo averla perduta nel 1511. L'autore è Alberto Prelli, ben noto per i suoi studi sull' "altra" fortezza veneziana, Palmanova, e per le sue ricerche di storia militare e sociale.

Il volume (Edizioni del Confine, Udine, pp. 224, Euro 29) è frutto di una ricerca capillare condotta da Prelli in molti archivi, soprattutto a Venezia ed è ricchissimo di informazioni, non solo sugli aspetti bellici ma anche sulle questioni tecniche, di costume, sui personaggi coinvolti, sulle località, sull'economia. 

 

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Auguri col vino degli Eggenberg!

Il Comitato Eggenberg dà appuntamento mercoledì 6 dicembre alle ore 18.30 all'Enoteca Regionale La Serenissima di Gradisca, via Battisti, per brindare assieme agli amici a un anno intenso e proficuo, il 300° anniversario della fine della Contea principesca di Gradisca, che si conclude felicemente con la proposta di un vino dedicato al casato principesco che ha governato il territorio.  Se oggi il nome degli Eggenberg non è più sconosciuto alla maggior parte dei gradiscani, un po’ di merito va riconosciuto al “Comitato Eggenberg”, sodalizio di cittadini che si è impegnato a fare conoscere meglio la storia della Contea Principesca di Gradisca, durata dal 1647 al 1717, attraverso iniziative ed eventi che nell’ultimo anno hanno destato notevole interesse e che hanno avviato le celebrazioni del terzo centenario, culminate con il ciclo di incontri in corso di svolgimento a cura del Comune di Gradisca assieme all’Università di Udine.

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Terzo incontro sulla storia della contea principesca: chi erano i nobili di Gradisca?

Venerdì 17 novembre alle ore 18 la Sala del Consiglio Comunale ospiterà il terzo incontro della serie dedicata a Gradisca e gli Eggenberg.  Il primo relatore sarà don Alessio Stasi che tratterà il tema "Famiglie patrizie di Gradisca" mentre Andrea Nicolausig illustrerà "Le Cronache Parrocchiali di Gradisca". Introdurrà l'incontro la storica goriziana Lucia Pillon. 

Inizia con questo appuntamento la fase dedicata alle fonti della storia, ai temi sociali e di genere.  Su questa linea anche il prossimo incontro, giovedì 23 novembre, con Lucia Pillon e Albina De Martin Pinter.

La nobile birra che porta il nome degli Eggenberg

Volete scoprire la storia della birra che porta il nome del casato che regnò a Gradisca dal 1647 al 1717? Potete documentarvi esplorando il sito del birrificio  storico di Cesky Krumlov, "Pivovar Eggenberg" - dove la produzione è documentata fin dal 1560 ed è tornata di proprietà privata dal 1991 dopo essere stata a lungo nazionalizzata - ma avete anche l'occasione di sentirne parlare domani pomeriggio, giovedì 16 novembre alle ore 18 nella sede dell'Enoteca  Regionale di Gradisca in un incontro che fa parte degli eventi del Gran Premio Noè, tradizionalmente dedicato al vino, ma aperto anche all'approfondimento di altri temi.  Il relatore, Paolo Erne, presentato da Stefano Cosma, ripercorrerà la storia della birra nel territorio regionale dal '700 a oggi.

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Anche a Cervignano c'è un orologio che segnava il tempo degli Eggenberg

All'inizio del 2017 per iniziativa del Comitato Eggenberg, si è tenuto a Gradisca un incontro (vedi articolo) sull'antico orologio del Duomo dei SS. Pietro e Paolo, finalizzato a fare conoscere l'importanza storica del meccanismo tuttora conservato nel campanile e di sollecitare le istituzioni a provvedere al suo restauro. Avevano partecipato due studiosi, Andrea Nicolausig e Giampiero Iurig, assieme ad Alceo Solari, esperto di orologi storici friulani, da cui sono giunte informazioni di grande interesse.

Arriva ora la bella notizia che Cervignano possedeva un orologio della stessa epoca e che ha già provveduto a restaurarlo e ad esporlo al pubblico, seguendo proprio il percorso auspicato per quello di Gradisca.  Riportiamo l'articolo de "Il Piccolo" che oggi dà ampio risalto al restauro dell'orologio cervignanese e al collegamento con le attività del Comitato Eggenberg per salvare quello di Gradisca.

Una storia locale, una storia europea. Gradisca e gli Eggenberg

Nove appuntamenti con la storia, l'arte, l'economia, la diplomazia, la musica vengono proposti dal 27 ottobre 2017 al 2 febbraio 2018 a Gradisca per approfondire la breve ma intensa vicenda della Contea principesca di Gradisca (1647-1717) nel terzo centenario della sua conclusione. 

L'assessorato alla cultura del Comune di Gradisca, infatti, in collaborazione con l'Università degli Studi di Udine (Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale), col Comitato Eggenberg e con il Centro Giuliano di Musica Antica, ha coinvolto quindici esperti di diverse discipline, con la consulenza scientifica di Laura Casella, docente di Storia moderna e di genere e di Storia del Friuli nella stessa Università, per analizzare a più voci e  in tutti i suoi risvolti il rapporto, tuttora solo parzialmente esplorato, fra il territorio gradiscano e il casato stiriano che nel 1647 ne venne in possesso acquistandolo dall'imperatore Ferdinando III. Gli incontri si svolgeranno sella sede municipale di Palazzo Torriani, via Ciotti. Per scaricare il programma completo cliccare qui

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500 bambini e ragazzi coinvolti nel Progetto Eggenberg

Forse non tutte le informazioni che sono state date ai ragazzi sulla complicata storia della Contea principesca di Gradisca saranno state memorizzate, ma è certo che il nome Eggenberg è diventato familiare ai 500 ragazzi che sono stati coinvolti nei progetti didattici legati al terzo centenario della fine della Contea, avvenuto a causa dell'estinzione della famiglia, nel 1717. Un'iniziativa apprezzata da insegnanti e genitori che il Comitato Eggenberg auspica possa essere ripetuta. Conoscere la storia della propria città è fondamentale per crescere nel rispetto del patrimonio di cose e di idee che ci arrivano dal passato e anche per rispettare la cultura e i diritti degli altri.  Chi vuole approfondire il progetto e le modalità della sua realizzazione troverà tutti i materiali nella sezione di questo sito intitolata didattica 

Inaugurazione della mostra "Sulle tracce degli Eggenberg"

Giovedì 1° giugno alle ore 18, con l'inaugurazione, in Municipio, della mostra "Sulle tracce degli Eggenberg. Impariamo la storia a spasso per Gradisca" giunge a conclusione un percorso di studio che ha coinvolto per alcuni mesi quasi 400 bambini e ragazzi delle scuole cittadine.

Sarà una festa per tutti i ragazzi, a cui parteciperanno genitori, insegnanti e autorità cittadine.

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A spasso tra vie e palazzi per imparare la storia

Quarantacinque alunni delle due terze classi della scuola primaria di Gradisca hanno inaugurato ieri, mercoledì 5 aprile, il ciclo di visite guidate al centro storico promosso dal Comitato Eggenberg in collaborazione con l'Istituto comprensivo Francesco Ulderico della Torre e con la Scuola Primaria "Dante Alighieri". A condurre i ragazzi sono state le insegnanti Elisa Fiaschi, e Maria Masau Dan, membro del Comitato e conoscitrice della storia locale. Il percorso è partito dalle iscrizioni venete del Lapidario, e, passando per il Monte di Pietà, il Duomo, Palazzo Comelli, è arrivato a Palazzo Torriani, dove erano presenti anche il Sindaco Linda Tomasinsig e il vicesindaco Enzo Boscarol. 

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E'uscito il nuovo numero di "#Lagunamagazinefvg"

Chi non conosce abbastanza l'offerta culturale e turistica di Marano Lagunare troverà in questo numero unico curato dall'Associazione Sapori United una serie di spunti molto interessanti, che spaziano dalla storia alla natura alle tradizioni alla poesia, e sorprendono il lettore dando un'immagine vivace e molto caratterizzata di questa cittadina e del suo rapporto strettissimo con l'ambiente unico della laguna, forse troppo penalizzata dal confronto con la "sorella" maggiore, Grado.  Ma, al di là dei richiami a una storia antica e originale,  Marano sembra anche proiettata verso il futuro attraverso una serie di presenze e di iniziative che coinvolgono giovani intraprendenti nella costruzione di un'identità precisa, fatta di suggestioni autentiche, profumi di pesce, voli di gabbiani, pietre secolari,  da cui non può che derivare una crescita di attenzione verso questo mondo antico e ben consapevole delle sue potenzialità. "°Lagunamagazinefvg"  dedica una pagina anche alla storia di Gradisca, una realtà che ha avuto un ruolo anche nella storia della Bassa Friulana quando è stata capitale delle contea principesca oggetto di questo sito. .Se desiderate sfogliare la rivista, eccola qui.

 

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E' primavera ma non per il patrimonio storico di Gradisca...

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Negli archivi c'è ancora tanto da scoprire sulla storia di Gradisca

In epoca barocca tutti gli eventi importanti della vita, soprattutto quando riguardavano il ceto nobiliare, erano accompagnati da scenografie sfarzose, in genere effimere, la cui progettazione era affidata ad architetti e artisti di valore. L'ostentazione del potere e della ricchezza era affidata anche a queste grandiose costruzioni che avevano il fine di provocare emozione e stupore negli spettatori. Occasione di fasto barocco erano anche i riti funebri, che assumevano un carattere tanto più pomposo quanto era importante il personaggio. scomparso. Anche nella periferica fortezza di Gradisca avvenne qualcosa di simile in occasione dei funerali di un principe Eggenberg. Se ne è parlato in occasione della recente commemorazione dei 300 anni dalla morte di Giovanni Cristiano II, l'ultimo erede della famiglia. 

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Giovanni Cristiano II Eggenberg fu sepolto a Graz

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L'ultimo sovrano di Gradisca sarà ricordato a 300 anni dalla morte

Fu considerato probabilmente un dono del cielo, Giovanni Cristiano II Eggenberg, nato ben nove anni dopo sua sorella Maria Theresia, nel 1704 e dieci dopo la primogenita Maria Eleonora.  Sulle spalle del padre, Giovanni Antonio II gravava la responsabilità di mantenere integro l'immenso patrimonio - territori enormi in Boemia, Stiria e Friuli - ereditato dal padre Giovanni Sigfrido, morto nel 1713, e dallo zio Giovanni Cristiano, morto senza eredi nel 1710.

Allevato fin da piccolo per fare il sovrano di un vasto territorio, che curiosamente aveva la sua capitale a Gradisca, un luogo lontanissimo dalla corte di Graz,  dove la sua famiglia viveva, il piccolo Giovanni Cristiano non dovette entrare facilmente nella parte assegnatagli dal destino, come mostra l'espressione triste di questo ritratto. Strappato presto ai giochi e alla vita spensierata degli altri bambini e delle sue due sorelle, fu subito impegnato nel ruolo di principe ereditario. 

 

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Un orologio che fa parlare di sé

 

La vicenda del ritrovamento e del progetto di recupero dell'antico orologio del campanile del Duomo di Gradisca ha destato ampio interesse in tutti i media. Ieri, 30 gennaio, è uscito un articolo di Ivan Bianchi su IlFriuli.it , ma anche l'emittente televisiva Telefriuli ha dedicato un ampio servizio (curato sempre da Ivan Bianchi)  all'incontro organizzato sabato 28 gennaio dal Comitato Eggenberg, corredato da un'intervista allo storico Andrea Nicolausig. Il servizio si può visionare al 19° minuto.

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L'orologio degli Eggenberg tra storia, tecnica e rilancio turistico

Elisa Fiaschi introduce e presenta Alceo Solari
Elisa Fiaschi introduce e presenta Alceo Solari

Con il suo avvincente “racconto di storie di orologi” Alceo Solari ha sicuramente persuaso i tanti partecipanti alla conferenza di sabato 28 gennaio al Monte di Pietà che sull’ antico orologio del Duomo di Gradisca, in disuso da oltre vent’anni e ora relegato tra gli oggetti “da soffitta” meriterebbe investire delle risorse perché si tratta di uno degli strumenti friulani più antichi costruiti per misurare il tempo. Un pezzo da museo o un meccanismo da ripristinare? 

 

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Rassegna stampa: la riscoperta dell'orologio fa notizia. Gli articoli di Luigi Murciano su "Il Piccolo" e "Messaggero Veneto"

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Questo sito è curato dal COMITATO EGGENBERG di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e si propone di diffondere la conoscenza della città e della sua storia nel periodo in cui è stata capitale di una contea principesca (1647-1717) sotto il casato stiriano degli Eggenberg.

E' un'epoca ricca di fatti e personaggi significativi non solo per il Friuli orientale ma per tutte le potenze europee che si sono incontrate e scontrate (anche prima e dopo)  in questa terra di confine.

contatti: info@conteadigradisca.it